Danimarca, on the road con Mr. Miz

~ Hygge ~ è un modo di vivere, di essere e di relazionarsi con gli altri.
~ Hygge ~ è intimità, condivisione, rilassatezza.
~ Hygge ~ è trovare il bello nelle piccole cose quotidiane.

Un viaggio intenso, ricco e vivace… Indimenticabile!

È iniziato qualche giorno fa più o meno così. Un sole grande che colora il cielo all’orizzonte e ancora una volta da queste parti.
Ma è solo una pista di lancio. Tutto un dritto fino a Ulm.

Mr Miz pulito, revisionato e scattante ha dato il meglio di sé.
Dove ci porterà questa volta?
Abbiamo in mente cose belle ♥️

Ulm

Ulm, ovviamente da vagabondi quali siamo, è stata un fuori programma. Sette ore di camper partendo dalla provincia di Treviso e siamo già dentro al viaggio.
La strada è lunghissima, partiamo da casa verso le 13 con l’idea di portarci più avanti possibile, forse già in terreno tedesco e così riusciamo a fare, superando il Brennero e Innsbruck, “dai proseguiamo che abbiamo un itinerario pienissimo” e così facciamo la prima tappa a Ulma.
Due stranieri si baciano in un’area sosta. Il cielo è limpidissimo. Il paesaggio scorre velocissimo e noi con lui. Ci arriviamo di sera, giusto il tempo di trovare il parcheggio per la notte, quindi cenetta in camper con le cose buone preparate da casa (che il frigo per i primi giorni è molto pieno) e via a riposare.

Chi è nato a Ulma?

Albert Einstein nacque a Ulma il 14 marzo del 1879 da una benestante famiglia ebraica, figlio di Hermann Einstein, proprietario di una piccola azienda che produceva macchinari elettrici, e di Pauline Koch.

Ulm viene ricordata come la città natale di Albert Einstein, ma il celebre fisico rimase qui soltanto un anno e la sua casa andò distrutta a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Riusciamo a vedere la città di mattina presto, è sabato, tiriamo giù le bici, siamo pronti per la colazione e per girare visitando il centro e le sue stradine. C’è anche il mercato e la piazza con le sue bancarelle mi ricorda tanto Friburgo in Brisgovia. Giriamo per la città silenziosa, noi sempre mattinieri così da cogliere l’anima di Ulma e vedere le sue principali attrazioni.

Münster di Ulm, il duomo: è la chiesa con il campanile più alto del mondo, raggiungendo circa 161-162 m

Fischerviertel, il quartiere dei pescatori: questa zona è bellissima, immersa nel verde con l’acqua che passa in mezzo alle abitazioni e che sfocia nel Danubio. Uno degli angoli più pittoreschi di Ulm, con stradine acciottolate, le case a graticcio lungo il fiume Blau, i ponticelli romantici. L’atmosfera è fiabesca, perfetta per passeggiare, fermarsi in un caffè o fotografare il famoso Schiefes Haus la casa pendente. Passeggiando (in bicicletta) lungo i due rami del fiume Blau, che confluiscono nel Danubio, si incontrano edifici del 15°-17° secolo le cui fondamenta affondano direttamente nell’acqua.
Il terreno morbido ha fatto sì che molte case si inclinassero nel tempo, conferendo al quartiere il suo fascino unico.
L’ambiente è reso ancora più suggestivo da mulini, cascate, cinguettii di passeri e vicoli acciottolati che portano fino alle mura cittadine e alla vista sulla Danubio.
Originariamente abitato da pescatori, conciatori e artigiani, il quartiere sfruttava la vicinanza all’acqua per pescare, lavorare pelli e azionare mulini. Il Fischerviertel è diventato una delle attrazioni principali di Ulm, accogliendo caffè, gallerie d’arte, boutique, ristoranti rustici e pub.

Ulm -> Hannover

Sabato. Partiamo prestino dopo aver gironzolato per Ulm, ci aspettano circa 550 km. Pausa frutta a metà e sempre avanti per la strada lunghissima attraversando la Germania. Arriviamo in questa nuova città verso le 15 e mentre viaggiamo io frullo l’idea di fermarci al lago Maschsee per il pomeriggio e per la notte. Avevo letto di una grande festa che si tiene attorno a questo lago, il Maschseefest di Hannover, un festival che è una dei più grandi eventi all’aperto della Germania settentrionale e che si tiene ogni estate proprio qui… Siamo di strada, dobbiamo fare una pausa quindi… Perché no? 😍

Arriviamo e parcheggiamo in centro, c’è un grande parcheggio per agevolate proprio i visitatori, giù subito le bici e andiamo a ispezionare la zona. Visitiamo l’incantevole Municipio, immerso in un parco stupendo. La luce è favolosa, l’aria calda ma non afosa, c’è una temperatura meravigliosa per scoprire scorci nuovi.

Neues Rathaus, il Municipio Nuovo: è il maestoso palazzo in Trammplatz, a circa 5 minuti a piedi (qualcuno in meno in bici) dalla città vecchia.
Costruito nel 1913, molte delle sue sale sono state trasformate in musei, che ospitano moltissime esposizioni lungo tutto l’arco dell’anno.
Il Municipio Nuovo è adiacente a Maschpark, un parco molto frequentato dagli abitanti che durante il tempo libero lo percorrono facendo jogging e in bicicletta, oppure si riparano all’ombra dei suoi alberi per fare pic nic. Verso sera ci lasciamo conquistare dall’atmosfera godereccia e festaiola dei tedeschi. E quando è il momento, vi assicuro che fanno festa e baldoria veramente!
Attorno al lago ci sono chioschi di cibo da ogni nazionalità, gastronomia internazionale, bancarelle sfiziose e street food di ogni tipo, c’è musica, spettacoli e concerti, e canti e fiumi di birra e un’allegria pazzesca 😍 Una sosta qui merita sicuramente, prendete nota anche per il prossimo anno una visita ad Hannover in questo periodo, ne vale di sicuro la pena.

Hannover ->Amburgo

Domenica. Sveglia presto col sole che filtra dalle tendine del camper, colazione e partenza per Amburgo verso le 8.30, dopo aver fatto il pieno.
Appena arrivati sgambettiamo in bici in lungo e in largo, la zona del porto mi piace da matti. Assomiglia un po’ ad Halifax, in Canada, il cielo è azzurro anche se fa un pò più frescolino.
Amburgo è una città con dentro altre città: un porto di mare, riflessi celesti ovunque oltre il cielo, il municipio con le rifiniture azzurre come la mia bici, gli edifici squadrati con l’architettura del periodo bellico mi fanno un po’ tristezza, mentre una chitarra acustica suona verso il mare portando le sue note con una voce melodiosa. Il fiume Elba si insinua tra ogni via.
Mangiamo un wrap vegano, che gioia, i locali son proprio bellini qui.
Ritorniamo al camper pedalando e verso le 15.15 ripartiamo direzione Flensburg.
Ci sono nuvole basse in cielo, fa un po’ caldo se esce il sole e un po’ fresco se se ne va.

Amburgo ->Flensburg

Carico e scarico a Flensburg, dopo un’oretta e mezza da Amburgo. E inforchiamo di nuovo le bici, son quasi le cinque del pomeriggio e vogliamo scendere al porto e vedere cosa c’è di bello in questa nuova città. Gironzoliamo per stradine e vie scendendo al mare ma devo ammettere che Flensburg non mi ha particolarmente entusiasmata. Ho una una ccittà in degrado, a tratti decadente e sporca, tanti barboni per strada, case trasandate e disabitate. La zona del porto invece ha sempre un apetto diverso, vivace, colorato tra le nubi gonfie della sera che filtrano ancora qualche raggio di sole. Facciamo un giro veloce in bici, a dire il vero una bella sfaticata perché è una bella discesa scendere al porto ma poi… Risalire… Già, è di nuovo una ripida salita, ma se non ci teniamo in forma pedalando e camminando come posimao sopportare tutte le tratte lunghe in camper? 😉

Danimarca… Mongeltønder

Da Flensburg, l’ultima città tedesca prima di entrare in Danimarca, percorriamo in camper tutto il confine danese, mentre la luce del sole cala piano.
C’è un paesaggio bellissimo, distese immense di campi e coltivazioni, si comincia ad assaporare il clima disteso di questa nuova terra che sento già ci regalerà grandi gioie. Arriviamo a Mongeltønder verso sera ma c’è ancora tanta luce. L’ingresso a questo paesino sembra quello di una villa, con tanto di lampioni e un lungo viale alberato, tutti ciottoli per terra. Sono elettrizzata dalla bellezza di questo posto, un piccolo gioiello dove regna la calma e la raffinatezza danese in ogni ingresso, nelle case coi tetti di paglia spioventi, curatissime in ogni angolo, è già tutto meraviglioso!
Troviamo un’area di sosta libera in un grande campo proprio all’entrata del paese, tra gli alberi. Ceniamo in camper e dopo cena
passeggiamo per il paesello che è una vera chicca. Sbircio dentro alle finestre, osservo le luci soffuse, e mi ritrovo a immaginare come può essere la vita dentro a queste abitazioni incantevoli. Ora è buio quindi andiamo a dormire e riscopriremo Mongeltønder domattina con la luce del giorno. E non ci crederete ma dormiamo con la coperta, ma quella grossa eh… Fa freddo come a novembre da noi, che sensazione strana in agosto!

Il giorno seguente passiamo la mattinata a piedi per il villaggio, visitiamo la chiesetta che all’interno ha l’organo più antico della Danimarca, faccio duemila foto. Le pareti sono tutte affrescate, c’è un’atmosfera raccolta, raffinata, la volta tutta dipinta è un vero capolavoro. E poi in bici fino a Tønder, il paese vicino, attraversando un paesaggio fatto di campi infiniti, la pista ciclabile precisa e davvero comoda come fosse una vera e propria strada ma riservata solo alle biciclette.
Prendo una girella al cioccolato e comincio ad apprezzare (per non di impazzire) per i dolci danesi col quel lieve sentore di cannella, soffici e golosi come solo i dolci scandinavi sanno emozionare 😍

Torniamo al camper, un po’ di verdura per pranzo e poi verso le 13 partiamo direzione isola di Rømo. Finalmente conosciamo il Mare del Nord!

Tønder

Il giorno seguente passiamo la mattinata a piedi per il villaggio, visitiamo la chiesetta che all’interno ha l’organo più antico della Danimarca, faccio duemila foto. Le pareti sono tutte affrescate, c’è un’atmosfera raccolta, raffinata, la volta tutta dipinta è un vero capolavoro. E poi in bici fino a Tønder, il paesetto vicino, attraversando un paesaggio fatto di campi infiniti, la pista ciclabile precisa e davvero comoda come fosse una vera e propria strada ma riservata solo alle biciclette.
Prendo una girella al cioccolato e comincio ad adorare (per non dire impazzire) i dolci danesi col quel lieve sentore di cannella, soffici e golosi come solo i dolci scandinavi sanno emozionare 😍

Torniamo al camper, un po’ di verdura per pranzo e poi verso le 13 partiamo direzione isola di Rømo. Finalmente conosciamo il Mare del Nord!

La strada che percorriamo è una favola, solo distese verdi e cielo infiniti, un susseguirsi di casette tipiche ma molto distanziate quasi i paesini fossero dispersi su queste terre. Ti vien voglia di vivere a passare da qui e di catturare tutta la bellezza possibile!

Raggiungiamo l’isola di Rømo, dove andiamo in spiaggia direttamente con il camper attraversando una strettissima lingua di terra. Prendiamo gamberetti e salmone affumicato da Otto & Ani’s Fisk sul porto, passeggiamo sull’acqua bassa che si confonde con il cielo poi troviamo sosta di fronte all’isola di Mandø. Qui ci riposiamo, consumiamo un’ottima cena col pesce comprato e i pomodori ancora buoni portati da casa e dall’orto di mamma. Dopo cena andiamo a piedi a vedere come si è abbassata la marea, auto e camper aspettano questo momento per oltrepassare l’isola, e vediamo un tramonto sconfinato scendere sul Mare del Nord.

Mattino presto colazione, e ancor prima delle 8 partiamo per Ribe. È martedì 12 agosto e una pioggerellina leggera danza sul tetto del camper, ma alla partenza sta già schiarendo.

Ribe

Giriamo a piedi nel silenzio del mattino. Le strade sono ancora silenzione, la gente forse ancora raggomitolata nel letto. C’è un’atmosfera già autunnale qui, i colori caldi, i viali ciottolati, le case sghembe a graticcio, le tonalità delle abitazioni. Un gatto alla finestra rende poetica e romantica questa piccola cittadina che, fondata più di mille anni fa, è la più antica della Danimarca.

È un luogo dove il cielo del Nord si tinge di sfumature ambrate e il passato avventuroso del popolo vichingo sembra ancora aleggiare tra i vicoli silenziosi.

Accoglie i visitatori con i suoi tetti e mattoni rossi, le case a graticcio mezze sghembe e le vie lastricate che riflettono un tempo lento e silenzioso trasformando il piccolo borgo medievale in una cittadina raffinata. Qui ho lasciato i soldini in cambio di una coccinella 🐞
I mercatini allestiti appena fuori dalla porta di casa, funzionano così. Nessuno ruba niente. Ci puoi trovare cose vintage, dai vestiti, alle stoviglie, ai giocattoli, qui ci si fida l’uno dell’altro.
Lasci i soldi in una cassettina e ti porti via ciò che hai comprato.

Fine.

Non lo vedo bene questo sistema qui in Italia, voi come la pensate? 🙈😅
Una gigantesca utopia dai, diciamocelo. Vabbè. L’importante è sapere che esistono ancora luoghi così.
Puliti.
Dove i colori caldi abbracciano vecchie storie, dove il tempo rallenta e la luce del Nord si fa poesia.

Giriamo ancora un pò per i vicoli, trovo la cattedrale, le antiche prigioni ora divenute un ristorante-hotel, il museo e prendo un goloso Kongesnegl al pistacchio in un panificio, di una bontà assoluta.
Potete fare un salto a visitare il Ribe Kunstmuseeum, che è ospitato in palazzo dai mattoni rossi in stile rinascimentale e che all’origine era l avilla di un produttore di cotone. C’è un parco meraviglioso che lo separa dal centro storico, un giardino attraversato da un corso d’acqua e con passerelle di legno e ponticcioli dove è davvero piacevole passeggiare, osservando varietà di uccelli. Lungo il fiume ci sono alberi magnifici, statue e fontane si può visitare ogni giorno dalle 9 di mattina fino al tramonto.

Men By The Sea

Pioviggina.
Facciamo una rapida spesuccia alla Lidl (che qui hanno cose magnifiche anche se i prezzi sono più elevati rispetto ai nostri italiani o almeno rispetto ai nostri in Veneto) e verso le 11.30 partenza con direzione Men by the Sea.
L’uomo incontra il mare è un monumento situato a ovest di Esbjerg, in prossimità della spiaggia di Sædding, sulla costa sud-occidentale della Danimarca. Situato di fronte al Museo della pesca e del mare, è una delle principali attrazioni turistiche della zona e un simbolo di Esbjerg. Il monumento è costituito da una scultura raffigurante quattro uomini seduti, ognuno dei quali è alto 9 metri, con lo sguardo rivolto verso il mare.

Houstrup Sands e il faro di Hvide Sande


Proseguiamo con un giro di pochi minuti  in spiaggia, uno spazio immenso che raggiungiamo direttamente in camper attraversando le distese di erike viola ma la direzione è quella di Hvide Sande e il faro di Lyngvig. Percorrere la strada vicino al mare quando lo scenario è tutto un alternarsi di casette basse, curve morbide, prati infiniti e dune di sabbia.
I fari si susseguono uno dietro l’altro, suggestivi, solitari, coraggiosi sfidando il vento del nord, ed è avventuroso scoprirli.

 

Lyngvig Fyr è un gioiello della costa occidentale dello Jutland. Costruito nel 1906, è l’ultimo grande faro eretto lungo la costa occidentale danese con una torre di 38 m, per una luce che si eleva a 53 m sul livello del mare. Un gioiello bianco, un’altra tappa che vi consiglio se fate un #ontheroad da queste parti. Sorge su una duna alta circa 17 metri e salendo i suoi 228 gradini si può godere di una vista eccezionale sulla costa del Mare del Nord, il fiordo di Ringkøbing e le dune circostanti. Al piano terra si trova la casa del guardiano, ora adibita a caffè e negozietto, con prodotti locali, souvenir e un ambiente molto accogliente.

Ma che cosa non è accogliente qui? Davvero non lo saprei dire… ♥️

Il fiordo di Ringkøbing

Fa caldo è uscito il sole! Ripartiamo e facciamo tappa a Ringkøbing, un paesino carinissimo sul porto dove le casette rosse disposte con armonia mi fanno pensare alla Norvegia.
Facciamo un giretto a piedi fino al centro tra le case dei pescatori in contrasto con le casette moderne e colorate.

Le città di mare hanno finestre scrostate  che si affacciano al vento.
Colori e dettagli inconfondibili che ogni porto custodisce silenziosamente, come le storie dei marinai che magari vi hanno lasciato un pezzo di cuore. C’è una luce particolare verso sera, il sole che sembra non scendere mai giù dal cielo e il legno vecchio si illumina e respira ancora vita nuova.

Nello Jutland centrale, il fiordo di Ringkøbing: un po’ Danimarca e anche un po’ Norvegia, dopo una strisciolina di terra circondata da acqua. Ogni piccolo villaggio sul porto ha scorci al sapore di salsedine e bellezze da ricordare. Ho persino tolto per un attimo la felpa. Il sole picchia quando esce e scalderebbe parecchio, se non ci fosse il vento.
È che il vento c’è sempre.
È il vento del nord che soffia fortissimo e ci spinge ancora avanti.

Bovbjerg Fyr

Ripartiamo verso sera per il faro Bovbjerg.

Questo il mio posto preferito per ora.
Il faro rosso con lo sguardo poetico verso il mare, le dune e le scogliere a picco, il cielo in contrasto, la pace del sole che scende piano piano sull’acqua.

Il Faro di Bovbjerg (Bovbjerg Fyr), è immerso nella natura a picco sul Mare del Nord; fu costruito tra il 1876 e il 1877 e acceso per la prima volta il 30 dicembre 1877. La sua torre è alta 26 m, ma il punto luce si trova a 62 m sul livello del mare, grazie alla scogliera di Bovbjerg, alta fino a 41 metri. Dalla rampe di 93 gradini, si raggiunge una piattaforma panoramica con vista spettacolare sulla costa e sulla scogliera. Tutto attorno si snodano sentieri panoramici, percorribili a piedi o in bici, con tabelle informative lungo il percorso e il paesaggio qui è davvero emozionante!

All’interno del faro c’è un accogliente bar-caffè dove potete trovare dolci fatti in casa, snack, bevande e light lunch; è disponibile anche un piccolo shop di souvenir ma purtroppo essendo verso sera lo troviamo chiuso. Siamo tentati di salire sulla torre ma anche qui non c’è personale. L’ingresso alla torre è a pagamento, il costo ha il prezzo indicativo è di 25 DKK per adulti e 10 DKK per bambini.
Facciamo aperitivo qui con il camper parcheggiato di fronte al faro da una parte e le scogliere di fronte al mare e al tramonto dall’altra, un momento bellissimo! Peccato non si possa sostare con il camper, sarebbe davvero perfetto passare la notte immersi in questo suggestivo paesaggio 😍
Il Faro di Bovbjerg è un luogo affascinante che vi consiglio di non perdere nel vostro giro in Danimarca perchè unisce storia, cultura e natura, tutto in uno scenario mozzafiato.

Fiordo di Lenvig

Ripartiamo per cercare un posto dove passare la notte, anche se mi dispiace da matti abbandonare al tramonto questo faro rosso che mi ha rapito il cuore, e arriviamo al fiordo di Lenvig.
Il posto è eccezionale, un ampio parchegio che da sull’acqua, calmo, solo noi e un altro camper in riva al fiordo.

Facciamo due passi e nella baia spuntano delle testoline curiose… Sono foche 😍
Vengono sul pontile a salutarci e poi per paura si tuffano di nuovo in acqua, son bruttine ma tanto simpatiche! Ceniamo in riva al fiordo con questa immagine bellissima fuori dal caos del mondo e ci addormentiamo sereni. Il mattino dopo è mercoledì 13 agosto, facciamo colazione con i primi raggi del sole che si riflettono sull’acqua, poi giù le bici e pedaliamo fino al paese di Lenvig che troviamo ancora addormentato e silenzioso. Il centro è troppo coccoloso, stradine strette che riversano al mare, ci sono granchi arancioni appesi lungo le vie e un profumino di dolci danesi che niente… Tocca per forza fare una seconda colazione!

Compriamo due cinnamon roll svenevoli in un panificio, mamma mia i panifici danesi solo una cosa illegale!

Thybørn e la Sneglehuset

Ripartiamo in camper dopo aver fatto il pieno intorno alle 9.45 per vedere la casa di conchiglie, la Sneglhuset conosciuta anche come The Snail House, situata nella cittadina costiera di Thyboron.
Sneglehuset è una delle attrazioni più singolari del paese. Si visita velocemente in un’oretta ma è carina se siete di passaggio lungo questo tratto di costa. Fu concepita da Alfred Chr. Pedersen, un pescatore dalla vena artistica che nel 1949 iniziò a decorare la propria casa come regalo per sua moglie. Il progetto, completamente unico e insolito, fu portato a termine nel 1974. L’intera struttura, dentro e fuori, è completamente rivestita da decine di migliaia di conchiglie di lumaca e di conchiglia, disposte in motivi artistici come spirali, fiori, cuori e archi. All’esterno spicca un mosaico a forma di sirena e un’intera fila di grandi conchiglie adorna la recinzione. All’interno, oltre alle decorazioni marine, è esposta anche una collezione di “bottle ships”, modellini di navi racchiuse in bottiglie, realizzati come hobby dai pescatori locali della regione dell’Ovest della Jutland.

Oggi, Sneglehuset è in pratica un piccolo museo; all’interno si trova  anche una caffetteria che serve gelati, diverse mostre e un piccolo familiare negozio di souvenir.

Ripartiamo, decidiamo di non prendere il traghetto da Thyborøn ad Agger quindi aggiriamo il fiordo allungando un pò la strada e proseguiamo verso lo Jutland settentrionale. Pausa pranzo lungo la strada verso le 12.15 perché Dario ha fameeeee e poi via di nuovo verso Lokken e i fari. C’è un sole spettacolare.

E dopo che tutto fila liscio e va a gonfie vele… Bisogna pur che succeda qualcosa di sghembo, no? 😭😰🙈
Il mostro Mister Miz comincia a tossire un pò arrancando qualche problemino alla frizione e succede che si ferma… Riusciamo (pregando fortissimo lungo il tormentato tragitto che riesca a non bloccarsi) e raggiunta la prima officina purtroppo abbiamo due giorni di stop finchè il camper non viene riparato.

Bene, dopo una carrellata di buon cibo direi di passare ai luoghi da vedere ma se avete domande o dubbi mi trovate sempre anche su Instagram e nelle storie, che sono sempre salve in evidenza al profilo https://www.instagram.com/sonia_gipsysoul/

Rubjerg Mile

Un deserto in Danimarca.

Il vento ti rimbomba per ore d ore dentro alle orecchie, paesaggio lunare paese o

Percorrere la strada vicino al mare quando lo scenario è tutto un alternarsi di casette basse, curve morbide, prati infiniti e dune di sabbia.
I fari si susseguono uno dietro l’altro, suggestivi, solitari, coraggiosi sfidando il vento del nord, ed è avventuroso scoprirli.

Questo è il Faro di Lyngvig.
Un gioiello bianco sulla costa occidentale dello Jutland, Danimarca, un’altra tappa che vi consiglio se fate un #ontheroad da queste parti.

Sorge su una duna alta circa 17 metri e salendo i suoi 228 gradini si può godere di una vista eccezionale sulla costa del Mare del Nord, il fiordo di Ringkøbing e le dune circostanti.

Al piano terra si trova la casa del guardiano, ora adibita a caffè e negozietto, con prodotti locali, souvenir e un ambiente molto accogliente.

Ma che cosa non è accogliente qui?
Davvero non lo saprei dire… ♥️

Le cose belle che mi porto dalla Danimarca:

– Il chai latte 😍

– Tutti che fanno sport e corrono in maniche corte e fanno cose ugualmente, nonostante il freddo, la pioggia e le raffiche di vento

– Il cielo plumbeo

– Le candele accese alle finestre sui candelabri vintage

– La raffinatezza deingressi

– Le biciclette ovunque

– La pizza a venti euro (beh questa un po’ meno bella 😅)

– Lo stile di vita Hygge che porta il popolo danese a essere felice così, semplicemente in ogni istante, anche in mezzo a un diluvio arancione.

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